Prime notizie dal Cairo, di Emanuele Cappelletti
Mercoledì 11/08/2010
Non è passata ancora una settimana che la nostra prima tappa, il Cairo, a sole tre ore di distanza, ci ha “strappato” dalla nostra società del benessere.
Siamo partiti venerdì scorso e ad accoglierci, nella casa dei Padri Comboniani, troviamo padre Giuseppe Cruciani, originario di Sant’Angelo in Pontano, che ha trascorso una vita tra Sudan ed Egitto.
Nella giornata di sabato, in un caldo afoso giriamo per le vie chiassose e piene di odori. Dobbiamo fare attenzione nel camminare per le strade cariche di macchine che avanzano al suono del clacson ed arrivare ai mercati con i loro forti odori, affollati da “donne coperte”, bambini con le spalle cariche e sguardi incuriositi.
Domenica mattina, accompagniamo Padre Giuseppe a celebrare la messa dalle suore di Madre Teresa, nel quartiere dove sono gli Zabbaleen, i “netturbini” del Cairo.
Gli Zabbaleen rappresentano una parte importante degli abitanti del Cairo, sia per numerosità sia per l’utilità del lavoro svolto. Effettuano la raccolta della spazzatura che portano nel loro quartiere e nelle le loro case, sede della loro attività di differenziazione e di parziale riciclo.
La cosa che più ci colpisce non è tanto di trovarci di fronte a delle persone povere, perché da questa attività qualcuno ne ha tratto dei benefici, quanto le condizioni di degrado nelle quali vivono, animali e uomini sommersi dall’immondizia e dal cattivo odore, nelle inesistenti condizioni igieniche.
Abbiamo conosciuto Padre Luciano, missionario comboniano, che tra questa gente, attraverso un dialogo interreligioso, sta donando la possibilità di un’istruzione ai bambini delle famiglie più povere, cercando di creare gradualmente un futuro più dignitoso.
Sempre all’interno della città del Cairo, altra frontiera, che richiama l’impegno dei missionari comboniani, è il centro d’accoglienza per i profughi sudanesi, oggi non più profughi, ma comunque senza alcun diritto. All’interno del centro è presente una scuola e garantito un pasto giornaliero e una buona istruzione fino al momento del diploma, il cui titolo viene poi riconosciuto dal loro governo sudanese. Il progetto è già sostenuto da ALOE.
Partiti dal Cairo, lasciandoci alle spalle una città frenetica di 20 milioni di abitanti, ci proiettiamo carichi di entusiasmo verso una nuova realtà, l’Etiopia dove ci attende padre Angelo …e un po’ di fresco.
Un saluto a tutti, Emanuele

 

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