S.S. ILARIO e DONATO
L’attuale parrocchia risulta dalla unione, avvenuta in epoche diverse, della Pievania di San Donato, della cura di Sant’Ilario e della cura di San Martino alla Vena.

San Donato, vescovo e martire, e’ protettore di Amandola dall’antichita’, come si rileva dagli Statuti del 1336 e del 1470. La chiesa di San Donato, definita chiesa matrice per indicarne la priorita’ sulle altre, fino al 1364 era situata in Piazza Alta. Nel 1364 il nostro Comune fu costretto a demolirla per costruirvi, in seguito a ordini superiori, il cassero maggiore, necessario in quei tempi di continue guerre ed assalti. Il Pievano si trasferi’ nella chiesa di San Martino, situata dove ora e’ la ex-collegiata; ma essendo troppo piccola, il Comune si obbligo’ di demolirla e rifabbricarla, con il titolo di pievania di San Donato e San Martino. Le due cure pero’ rimasero distinte, e cosi’ pure quelle di Sant’Ilario, San Fortunato, San Marcello, San Pietro Alfarano e Sant’Ippolito in Vesciano i cui rettori dovevano dir messa nella nuova pievania e assistere al Coro e funzioni del Pievano.
La fabbrica duro’ a lungo almeno fino al 1450. Nel 1530 fu eretta a Collegiata.
Dai decreti della Sacra visita si sa che nel 1573 all’arciprete della Collegiata era annessa la cura di Sant’Ilario (chiesa di cui la prima memoria risale al 23 settembre 1263, al n° XVIII del Codice diplomatico). Esattamente la parrocchia di San Donato si chiamava allora: Arcipretura parrocchiale e insigne Collegiata dei S.S. Donato e Fortunato, mentre quella di Sant’Ilario prese il nome esatto di Canonicato Parrocchiale di Sant’Ilario. Le due parrocchie sono rimaste distinte fino al secondo dopoguerra ed i rispettivi parroci officiavano l’uno la Collegiata e l’altro la chiesa di San Francesco, lasciata dai Padri Minori Conventuali nel.
Intorno al 1950, per iniziativa del parroco di allora don Sardellini, la Collegiata fu trasformata in cinema parrocchiale, con annessi locali per riunioni e la chiesa delle due parrocchie divenne San Francesco.
Le due Parrocchie furono riunite nella persona dello stesso Mons. Sardellini, arciprete-parroco nel 1962.
Con la riforma del Concordato tra la S.Sede ed il governo Craxi, attuata nel 1984, fu annessa all’arcipretura anche la Parrocchia di San Martino alla Vena.

Ultimi parroci a San Martino alla Vena:
+ don Nicola Staffinati dal 1910 al 1950
Don Luigi Cartechini dal 1951 al 1964
+ don Carlo Papiri, economo spirituale nel 1965
Don Paolo De Angelis dal 1966 al 1968
Don Romano Di Lupidio dal 1969 al 1973
Don Mario Guglielmi dal 1974 al 1985

Ultimi parroci a Sant’Ilario:
+ don Domenico Macellari dal 1905 al 1911
+ don Giuseppe Cesetti dal 1912 al 1922
? dal 1922 al 1924
+don Antonio Paoletti dal 1924 al 1927
? dal 1928 al 1934
+ don Romeo Pantaloni dal 1935 al 1938
+ don Costantino Giancrisostomi economo spirituale dal 1938 al 1939
+ don Antonio Santoni, facente funzione di parroco dal 1939 al 1945
+ don Eugenio Verdini nel 1945
+ don Fernando Angelici, economo spirituale nel 1946
+ Mons. Giuseppe Sardellini, dal 1947 al 1964
+ don Ruffino Colò, economo spirituale nel 1964
Don Gino Virgili dal 1965 al gennaio 2007
Don Paolo De Angelis dal 25 gennaio 2007 ad oggi

Ultimi parroci a San Donato:
+ don Domenico Nisi dal 1906 al 1929
+ don Arturo Paletti, economo spirituale dal 1929 al 1931
+ don Costantino Giancrisostomi dal 1931 al 1939
+ don Eugenio Verdini dal 1939 al 1946
+ don Fernando Angelici, economo spirituale nel 1946
+ Mons. Giuseppe Sardellini, dal 1947 al 1964
Don Gino Virgili dal 1965 al gennaio 2007
Don Paolo De Angelis dal 25 gennaio 2007 ad oggi

 

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