DRAMMATICA TESTIMONIANZA DALL'INDIA
Lo hanno trovato nella foresta tagliato in 44 pezzi. Era un sacerdote cattolico. Stava andando in una paese vicino per visitare una missione.
Un papà di famiglia selvaggiamente picchiato davanti ai suoi bambini fino a morire. Non voleva rinnegare la sua religione. Non si è voluto convertire all’induismo.
Tre suore di Madre Teresa di Calcutta fermate mentre, con in braccio alcuni neonati, si dirigevano in un orfanotrofio. Sono state denunciate per sequestro di persona...
Sono solo alcuni degli episodi che padre Anthony Thota (40 anni), sacerdote del Pontificio istituto missionari estere (Pime), ha raccontato in Cattedrale, venerdì 17 ottobre, chiamato per animare la Veglia missionaria presieduta dall’Arcivescovo di Fermo, mons. Luigi Conti.
Episodi così raccapriccianti sono originati dal fatto che i missionari aiutano gli intoccabili. “Noi educhiamo bimbi e famiglie, costruiamo scuole, ospedali, orfanotrofi. Tentiamo di dare ai poveri un futuro migliore. Ma il sistema indù si regge sull’immobilità delle caste. E sul fatto che gli intoccabili, i fuori casta, i paria restino ignoranti e schiavi”.
Gli intoccabili sono trattati peggio degli animali. Per delucidare questo fatto p. Anthony ha raccontato un episodio.
Un papà, fuori casta, stava lavorando con i suoi bambini a servizio di un ricco. La giornata era afosa e insopportabile dal caldo. Verso sera dopo aver sopportato un duro lavoro, un figlio sviene per la sete. Il papà si avvicina al pozzo dei ricchi e con le sue mani prende un po’ d’acqua per il figlio. Non l’avesse mai fatto. Viene preso. Trascinato nella vicina piazza e tagliato a pezzi davanti agli occhi dei presenti. L’unica sua colpa? Quella di aver preso acqua in un pozzo dei ricchi con le sue mani da paria rendendo così immonda l’acqua del pozzo.
È un torrente in piena, p. Anthony. “Oggi - continua - la situazione in India è molto peggiorata. Gli indù hanno distrutto 300 chiese. Hanno dato alle fiamme oratori e case di cristiani. 70 mila cattolici sono nascosti nella foresta per sopravvivere. Se escono o debbono riconvertirsi all’induismo o morire”.
Ma perché la polizia o i politici non intervengono? Perché guardano alle vicine elezioni. “Queste stragi - spiega p. Anthony - hanno uno sfondo politico. Tra poco ci saranno le elezioni in India e, allora, politici e polizia vogliono far vedere che stanno dalla parte della maggioranza. I cristiani infatti rappresentano solo il 2,5 % della popolazione”.
È difficile essere missionari in una terra così ostile. Ma il missionario del Pime ha affermato che sono presenti nel nome di Gesù Cristo. È solo Lui che dà la dignità di "Figlio" ad ogni persona. È solo Lui che ha amato ognuno fino alla morte in croce. Così in Gesù Cristo non c'è più differenza tra ricco e povero, indù e cristiano, ricco o paria. S. Paolo (Gal 3,28) infatti ha scritto: “Non c'è più né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché tutti siete uno in Cristo Gesù”.
È la fede che fa superare ogni divisione. Ed è per fede che alcuni sacerdoti sono andati a dare la loro testimonianza in India, nella regione dell’Andhra Pradesh.
Hanno iniziato in una regione selvaggia. Non c’era niente. Hanno costruito per prima cosa una capanna con dentro un altare, un tabernacolo e la statua della Vergine.
Nel 1995, Giovanni Paolo II ha invitato i missionari a restare tra i rifugiati nella foresta.
La loro missione allora come oggi consiste in tre cose: sanità, educazione, predicazione.
Qualche risultato è stato raggiunto: dopo 4 anni di testimonianza laboriosa e nascosta hanno preparato al battesimo quasi 4 mila persone. Logicamente i missionari come padre Anthony non sono ben visti dai gruppi fanatici, figli dell’ideologia del Bharatiya Janata, il partito di estrema destra indù il cui slogan è “Solo gli indù sono veri indiani”. Perchè sono cristiani e perchè aiutano gli intoccabili, i paria.
Ma è sorridente p. Anthony. Tra qualche giorno tornerà in India. E non ha paura. Gesù ha detto (Mt 10,28): “Non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima!”. “Possono uccidere i nostri corpi. Ma non la nostra fede in Gesù che dà la Vita”.

 

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