L'affresco a Santa Maria in Agello
Vorrei spiegare molto velocemente il programma
iconografico di questa chiesetta; non conosco molto
della sua storia, ma sicuramente è un santuario, non
una parrocchia: qui la gente veniva a pregare, a
chiedere grazie e a ringraziare delle grazie ricevute.
Perciò in tutto il corpo della chiesa vi sono questi
santi, pitture che di solito si chiamano ex voto: una
grazia ricevuta da un santo portava a far dipingere e
pagare un affresco di questo santo.
Invece nella parete centrale c’è tutto un programma.
Se fate attenzione vi sono due forme complementari:
il quadrato e il semicerchio sopra. Il quadrato di solito
è simbolo del mondo, della realtà terrestre, perché
viviamo in un mondo quadrato: nord, sud, est, ovest
o anche davanti, dietro, destra, sinistra. Invece il
cielo è rotondo, perché vediamo che le stelle girano,
il sole è rotondo, la luna è rotonda, il movimento
delle stelle è rotondo. Quindi facciamo questa
associazione con le realtà passeggere e le realtà
definitive.
Voglio raccontare a voi un testo molto, molto antico,
del secolo secondo o terzo, dei vangeli apocrifi, che
racconta l’evento rappresentato nell’affresco
centrale. Vi sono varie versioni successive di questo
racconto, con aggiunta di diversi dettagli.
Si racconta che quando la Madonna ha sentito che la
morte era vicina, (lei viveva con San Giovanni ad
Efeso), ha voluto ritrovarsi con tutti gli apostoli. Ha
manifestato questo desiderio a Giovanni. Secondo
questo vangelo apocrifo gli angeli sono andati
dappertutto a prendere gli apostoli e li hanno portati
tutti in questa stanza ad Efeso. Ciascuno che
arrivava trovava la Madonna distesa sul letto e lei
chiedeva “che cosa facevi?” e lui rispondeva “io
stavo predicando, io stavo battezzando, io stavo
lavorando, io stavo aiutando i poveri ecc.
Tutti, tranne uno: chi era? Quello che arrivava in
ritardo (in ogni famiglia, in ogni comunità c’è sempre
uno, sempre quello, che arriva in ritardo..) era
Tommaso. Nemmeno gli angeli sono riusciti a
rintracciarlo. Lui è rimasto indietro. Quando erano
tutti radunati, la popolazione di Efeso, in
maggioranza ebrei, ostile e infastidita da quel rumore
e da quel movimento, ha cercato di dare fastidio agli
apostoli e alla Madonna. Allora, si racconta, gli
angeli hanno preso tutta la casa con la Madonna e
tutti gli apostoli e l’hanno portata a Gerusalemme.
(Questo è un linguaggio simbolico, come quello dei
sogni: nei sogni tutto è possibile… un linguaggio che
però vuol dirci qualcosa). Insomma sono arrivati a
Gerusalemme perché lì Lei doveva morire. Quando
è il momento del suo passaggio Lei vede (gli apostoli
non lo vedono, ma lei vede) suo Figlio Gesù che
appare e prende l’anima della Madonna come una
bambina nelle braccia. Il corpo rimane sul letto. Ma
quando Gesù sta per partire con tutti gli angeli il
corpo della Madonna si lamenta, dice: “ma come
mai, tu mi abbandoni alla corruzione? Io ti ho portato
per nove mesi nel grembo.. e tu mi abbandoni alla
corruzione?” E Gesù dice: “è vero, tu sei stato un
servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco e
quindi ti darò molto di più. Aspetta un po’, tra tre
giorni i miei angeli vengono a prenderti.”
La salma della Madonna rimane e gli apostoli fanno
il funerale. Anche a Gerusalemme la gente era
contro gli apostoli e la Madonna e si racconta che
c’era un piccolo ebreo che durante il corteo cercava
di rovesciare la bara della Madonna, e quando lui
stende la mano per toccarla viene un angelo e gli
taglia le mani, ma le mani non cadono, rimangono
per aria e lui vede le sue mani e le sue braccia
senza mani e disperato comincia a gridare… capisce
che c’è molto di più che un semplice corteo… e si
rivolge a San Pietro e dice “fai qualcosa, ora cosa
faccio, sono disperato”… e San Pietro fa una
preghiera alla Madonna e subito le mani tornano
attaccate sulle sue braccia. E lui va davanti al corteo
gridando che Gesù è il Figlio di Dio e la Madonna è
la Madre di Dio.
Questa una delle tante scene pittoresche che sono
intorno a questo corteo.
Dopo tre giorni chi arriva? Tommaso. Tutti avevano
toccato il corpo della Madonna, ma Tommaso non
c’era.. allora chiede agli Apostoli di accompagnarlo
alla tomba della Madonna per toccare anche lui il
suo corpo. Ma la sorpresa è che quando aprono la
tomba, la tomba è vuota e piena di fiori. (Da qui
forse la tradizione di benedire i fiori di lavanda il 15
agosto). La tomba piena di fiori vuol dire che è
successo qualcosa di grande: il corpo della Madonna
è stato portato in cielo dagli angeli.
La nostra pittura (del 1400) è già una evoluzione. Le
prime pitture su questo racconto, almeno quelle che
sono rimaste, sono prima del 1000, dell’anno 900,
più o meno. E lo rappresentano molto diverso. Qui è
rappresentato come nel 1400 si raccontava questa
storia, scritta più di mille anni prima.
Nel nostro affresco la Madonna appare già morta;
San Pietro è rappresentato come presidente della
celebrazione, con i guanti sulle mani, c’è l’acqua
benedetta, l’incenso e le candele: tutto ciò che c’era
in un funerale del 1400, anche il chierichetto che
soffia sulla brace del turibolo.
Questo affresco in origine era molto più colorato:
quelli che vediamo sono i colori di fondo. Le candele
degli apostoli sono sette; il sette è il numero della
perfezione, perché sette sono i giorni della
creazione. Sette candele sotto e sette angeli sopra.
Gesù però è risorto nel giorno ottavo, per questo i
cristiani hanno preso l’otto come il simbolo della
resurrezione, della nuova creazione. Gli apostoli
sono dodici: il dodicesimo non è Giuda, ma Mattia. E’
difficile riconoscere i diversi apostoli, mancando il
nome.
Tutta questa scena è molto narrativa, esprime le
emozioni, gli atteggiamenti, i sentimenti diversi in
ciascuno, mentre la scena di sopra è più teofanica,
una manifestazione: il Signore seduto in un trono
prezioso, che ha nelle sue mani l’anima della
Madonna. Qui sarebbe il corpo e l’anima, tutto
insieme, perché la Madonna è la prima creatura che
è entrata in cielo dopo Cristo in corpo e anima. Poi
entreremo un giorno anche noi. Lei è la prima della
fila, noi siamo quelli che vengono dopo.
Vorrei richiamare l’attenzione su quello che la
Madonna ha in mano: una striscia verde (in origine
era dorata, sicuramente). Perché San Tommaso,
secondo un altro vangelo apocrifo, quando arriva alla
tomba e vede i fiori fa una preghiera: “tutti hanno
potuto toccare il tuo corpo… io niente.. soltanto
perché arrivo in ritardo… Madonna mia, dammi un
segno dal cielo”. E dicono che in quel momento la
Madonna ha buttato dal cielo la sua cintura.. per
questo Tommaso è l’unico che guarda su (gli altri
non vedono quello che succede lì). Mi sembra che
questa cintura sia custodita in una chiesa vicino
Prato.
A queste cose noi possiamo credere o meno; io
preferisco credere, perché questo ci aiuta a capire il
senso delle cose. Questo affresco è molto bello
perché ci aiuta a capire che anche nei nostri funerali
noi non vediamo niente: vediamo la salma, l’acqua
benedetta, il libro, l’incenso… ma invece c’è un’altra
realtà: la realtà di Gesù il Signore che ci prende nelle
sue mani.
Potremmo chiederci, perché Maria è rappresentata
come una bambina? Perché così è detto nei vangeli:
chi è bambino entra nel regno dei cieli “se non
diventerete come bambini non entrerete nel regno
dei cieli”. In questo nostro affresco c’è una delle
ultime rappresentazioni di una iconografia molto
antica… dopo il 1400 sparisce completamente e non
si trova più l’anima dei fedeli rappresentata come un
bambino, ma prima nell’arte paleocristiana, nell’arte
bizantina, nell’arte romanica, appaiono questi
bambini nelle mani di Dio.
Sicuramente doveva essere una meraviglia entrare
in una chiesa tutta colorata, era una medicina contro
la depressione, perché i colori hanno un effetto molto
positivo su di noi: alzano l’umore, migliorano…
guardare questa chiesa con tutte le aureole dorate,
tutti i colori.. doveva essere una festa per gli occhi,
una gioia nel cuore.
Dom Ruberval, OSB

 

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