SUL CONGRESSO EUCARISTICO DI ANCONA
Celebrare l’eucaristia in un tempo di crisi

… All’interno della Chiesa si avverte oggi da più parti la necessità di riconoscere il messaggio sociale dell’eucaristia, vale a dire il rapporto tra eucaristia ed esigenza di giustizia, il legame tra eucaristia e condivisione, affermando, senza paure e timori, che l’eucaristia è una fonte di trasformazione sociale. Papa Benedetto XVI ha di recente ricordato che la dimensione sociale è costitutiva dell’eucaristia: “… La dimensione sociale, il condividere non è un’appendice morale che si aggiunge all’eucaristia, ma è parte di essa” (Omelia del 5 febbraio 2011).
Riaffermare con forza che la dimensione sociale è parte dell’eucaristia significa ricordare che l’eucaristia è in se stessa un atto profetico, … attraverso i segni sacramentali del pane spezzato e del calice condiviso, la chiesa proclama davanti al mondo, in nome di Dio, il dovere di condividere i beni della terra e di spezzare il pane con chi ha fame. Facendo memoria dell’azione di Dio nella storia, i cristiani fanno così dell’eucaristia un atto politico, non certo in senso partitico, ma nel senso che concerne la polis, la civitas, ossia una convivenza tra gli uomini segnata dalla giustizia e dalla pace. …. L’eucaristia è la più efficace attualizzazione dell’annuncio profetico di Gesù: “Il regno di Dio è in mezzo a voi” (Lc 17, 21): L’eucaristia è la risposta più eloquente e insieme la promessa più credibile che la chiesa offre al grido di giustizia che sale dalla terra, perché essa è la più alta epifania dell’avvenuta irruzione del regno di Dio nella storia: “Gli affamati non possono attendere; il banchetto celeste è ora”, ha scritto William Cavanaugh …
Quando dunque i cristiani, nel giorno del Signore, si riuniscono per ascoltare la parola di Dio e spezzare il pane eucaristico, essi annunciano la venuta del Regno e così proclamano a tutti gli uomini la promessa di Dio, ossia che il destino ultimo dell’umanità non è prigioniero dell’ingiustizia degli empi, ma è guidato dalla giustizia di Dio, e che l’intera storia del mondo non è in preda al delirio dei potenti ma è portata da Dio nel palmo delle sue mani.
Per i cristiani questa consapevolezza deve risuonare oggi particolarmente attuale e urgente. …. Di fronte alla crisi – che da finanziaria ed economica per i paesi occidentali è divenuta anche crisi politica e umanitaria per le popolazioni dell’Africa mediterranea -, il vangelo domanda ai cristiani di non essere simili a quegli uomini e a quelle donne che attendono rassegnati che tutto passi e la situazione torni al più presto come prima. I credenti sono invece chiamati a vivere questo tempo come tempo di krisis, in senso biblico, ossia tempo di discernimento, di decisione, di cambiamento profondo di mentalità, comportamenti, abitudini e soprattutto di modello di vita. Riaffermare il rapporto tra sacramenti e vita significa ricordare ai cristiani che l’eucaristia è fonte di trasformazione sociale. Per questo, l’eucaristia è non solo capace di guidare nel difficile discernimento, di ispirare i comportamenti, di orientare le scelte e gli stili di vita dei credenti, ma la prassi eucaristica può essere un modello credibile e convincente anche per gli uomini e le donne non credenti che ricercano il bene comune e aspirano a una società più giusta e solidale.

 

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